No diet, please!

È passata finalmente la moda delle diete "5 kg in 10 giorni" con drammatici digiuni o minestroni infiniti e forse qualcuno ha cominciato a comprendere i limiti anche delle diete iperproteiche che ti costringono a regimi fortemente ipocalorici senza fame, è vero, ma grazie ad un gioco biochimico del nostro organismo che spinto al digiuno genera sostanze (i corpi chetonici) che inibiscono la sensazione dell'appetito a livello centrale. Si sta facendo spazio la consapevolezza che queste diete forzate sono controproducenti per il fisico perché da un lato portano ad una  perdita di peso temporanea, che viene velocemente recuperata, dall'altro inducono un decremento della massa magra con ulteriore diminuzione della “cilindrata corporea”. La massa grassa, invece, che sarebbe il vero obiettivo della dieta spesso si riduce in modo non significativo perché ricordiamoci che per bruciare 1 grammo di grasso e' necessario consumare 9 kcal quindi per "perdere" 1 kg di massa grassa dobbiamo bruciare 9000 kcal che corrispondono a più di 10 ore di corsa! Non c'è speranza dunque? Dobbiamo rassegnarci a tenere quegli odiosi chili di troppo?

Si riguadagna peso Diciamo che forse è arrivato il momento di affrontare il problema in modo più consapevole e meno frenetico per riguadagnare un rapporto sano e vitale con il cibo. Nemmeno uno dei regimi dimagranti del momento è stato risparmiato da Nutri Sante', la più grande ricerca francese che ha monitorato più di 106.000 volontari per più di due anni:  il 50% di loro ha perso peso solo nel breve termine ma nel mediolungo periodo ha riguadagnato il proprio peso con gli interessi. 

Evitiamo la trappola Gli psicologi sostengono che le diete sono un tentativo di controllo che porta a una perdita di controllo: ecco perché falliscono. Tutte si basano solo su ciò a cui una persona deve rinunciare, invece di aiutarla a ripristinare un corretto rapporto con il cibo e con il piacere di mangiare. La Nutrilipidomica è la scienza che ci fornisce l'occasione di un nuovo approccio all’alimentazione: attraverso lo studio della membrana della cellula possiamo capire come metabolizziamo gli alimenti ed avere una guida su quali sono i cibi di cui abbiamo bisogno per ripristinare la funzionalità ideale. 

Partiamo dalla base Come una casa noi siamo costruiti da milioni di mattoni: le nostre cellule. Queste sopravvivono scambiando elementi nutritivi con l'esterno attraverso una sottile parete, la membrana cellulare che è composta da acidi grassi la cui percentuale e qualità sono fondamentali per stabilire il corretto funzionamento degli scambi. La membrana deve essere semipermeabile per garantire contemporaneamente l'isolamento ma anche il passaggio delle sostanze fondamentali per assicurare il ciclo vitale della cellula. Questa caratteristica può essere assicurata solo da un corretto equilibriofra i vari grassi che la compongono. Le sostanze grasse provengono dall'alimentazione quotidiana che diventa in quest'ottica di importanza cruciale per garantire l'omeostasi della cellula. Ognuno di noi, valutando le scelte alimentari e lo stile di vita, è in grado di fornire tutte le classi di acidi grassi indispensabili per formare la membrana nel modo più vicino a quello ottimale per il suo funzionamento. La qualità, quindi, oltre che la quantità dei lipidi, che sono parte della nostra dieta bilanciata, è dunque particolarmente importante dal momento che alcuni di questi non possono essere prodotti dal nostro corpo in nessuna condizione, ma devono essere necessariamente introdotti con il cibo per il corretto equilibrio di membrana: vengono pertanto chiamati “essenziali”. Essi sono presenti solo in alcuni alimenti come il pesce, le noci, l'olio di lino e i semi di lino e quindi è piuttosto facile che si creino delle carenze di questi alimenti tali da portare ad uno squilibrio del funzionamento delle membrane cellulari. L'analisi di lipidomica della membrana cellulare del globulo rosso attraverso un esame sul sangue controlla la funzionalità di un compartimento della cellula estremamente importante per il metabolismo dell'intero organismo. In base al risultato si possono avere indicazioni utili ad inquadrare la condizione del soggetto riferita al suo stile di vita e alle sue abitudini alimentari.

La membrana è “squilibrata”, e dopo? Una volta stabilito lo squilibrio della membrana si possono impostare strategie sinergiche di modifica della dieta abituale, integrazione nutraceutica e ripristino del funzionamento delle attività di quegli organi che sono direttamente coinvolti nell'alimentazione, ovvero l'apparato digerente, stomaco, fegato, intestino, pancreas e cistifellea. Sono gli organi, infatti, che permettono di assorbire e rendere biodisponibili i nutrienti degli alimenti. Ecco perché, prima di intraprendere diete o programmi di dimagrimento ci si deve assicurare della presenza di problematiche a questi livelli per non rischiare che tutti i “treni” degli alimenti in partenza dall'intestino non giungano alle destinazioni appropriate. Pena l'efficacia della strategia di intervento nutrizionale.

Via libera dopo il cambiamento Una volta modificato il profilo di membrana al nostro adipocita (cellula adiposa) bianco sarà consentito il passaggio ad adipocita bruno, quello in grado di procedere alla combustione dei trigliceridi grassi per la trasformazione in energia metabolica. In effetti tutto il grasso in eccesso è depositato in cellule specifiche, dette adipociti, che assumono la forma sferica di palloncini con la superficie così distesa da diventare “sorda” ai segnali di svuotamento inviati durante i processi metabolici. Soltanto il recupero della conformazione corretta della loro membrana ne può consentire la riattivazione dei segnali e la stimolazione dei meccanismi naturali di gestione e consumo dei trigliceridi, i nostri grassi di deposito. L’adipocita recupera con questa strategia, la sua capacità di rispondere allo stimolo metabolico di lipolisi e della trasformazione da adipocita bianco deputato allo stoccaggio, ad adipocita bruno dedicato invece al consumo dei trigliceridi. 

La lipidomica della membrana cellulare si rivela una guida efficace per un'alimentazione bilanciata e corretta basata non semplicemente sulla riduzione calorica ma sull'introduzione di quegli specifici ingredienti della dieta che portano ad una riattivazione metabolica del tessuto adiposo che in risposta agli stimoli si svuota riducendo il volume del grasso localizzato e normalizzando il suo turnover.