IL SOLE NEMICO DELLA PELLE

Quando il danno è fatto

Riparare la pelle dopo mesi di intensi bagni di sole non è cosa semplice e soprattutto non si deve improvvisare.
Cosa sono i prodotti a base di retinoidi, le preparazioni magistrali, gli
“urban” cosmetici. Attenzione alle false promesse di efficacia quando non c’è la biodisponibilità degli ingredienti.



Una giornata di sole sviluppa una meravi- gliosa energia sul nostro organismo, luce e calore sono benefici per ridare la cari- ca a corpo e mente. I raggi solari sono indispensabili per promuovere un buon accrescimento osseo e per mantenerlo in salute dopo una certa eta' ma bisogna accettare le regole della buona esposizione per poter prendere il meglio e schivare con saggezza i danni che la prolungata e smodata permanenza ci provocano.

Ma quando il danno è fatto? Quando la pelle tira e procura quella noiosa sensazione di prurito e secchezza? Quando sono più le discromie sul viso del beneficio di un colorito uniforme e sano?

Vediamo come capitalizzare la giornata al mare ed essere gentili con la pelle.
Nel migliore dei casi al ritorno dalle vacanze, se non abbiamo seguito con scrupolo i suggerimenti del nostro farmacista la pelle appare ispessita, rugosetta, grinzosa, disidratata e tal
volta ricca di comedoni e impurità. Purtroppo infatti, una delle azioni scomode del sole è quello di ispessire lo strato epidermico (che del resto sta cercando di difendersi!) peggiorando la levigatura della pelle e ostacolando la normale fuoriuscita del sebo dai pori. Per non parlare delle macchie che compaiono se non ci siamo adeguatamente protetti e non abbiamo assunto integratori fotoprotettori.

Il passaggio da pelle fotodanneggiata a pelle sana è impegnativo e implica l'uso non prodotti che non sono semplici cosmetici.

Non solo cosmetici
È opportuno usare un prodotto a base di retinoidi che va applicato con precauzione perché può dare secchezza e arrossamento. È un ingrediente indispensabile per ridurre l'ispessimento e riparare il danno da fotoesposizione perché agisce riprogrammando la proliferazione dello strato epidermico e normalizzandola. Nei primi tempi questo genere di prodotti possono dare effetti paradossali di secchezza e quasi di peggioramento dell'invecchiamento della pelle ma sulla lunga distanza l'efficacia è garantita. Il dosaggio deve essere basso per poi aumentare la concentrazione, magari con prodotti preparati nel laboratorio galenico della farmacia su prescrizione del medico. L'integrazione con specifici antiossidanti è indispensabile nella fase pre (se state già pensando ad una capatina invernale al sole dei Caraibi), ma anche post sole. Picnogenolo, resveratrolo, carotenoidi, astanxantina, licopene sono estremamente utili per limitare la formazione dei minacciosi radicali liberi e rallentare il processo di fotodanneggiamento, mentre i grassi polinsaturi omega 3, omega 6, e olio di borragine favoriscono il processo di riparazione e ridanno elasticità e morbidezza. Esistono anche nutraceutici vegani (di origine vegetale)per chi non digerisce o non assume gli oli di pesce.

Anche nel cosmetico è utile che siano presen- ti questi ingredienti antiossidanti, ma il consiglio del cosmetologo in questo caso è ancora più opportuno dal momento che questi prodotti per le loro caratteristiche chimiche sono estremamente instabili, quindi possono risultare inefficaci se non inclusi in una formulazione corretta per essere biodisponibili, cioè utilizzabili dalle cellule umane. Il loro uso è raccomandabile anche prima dell'esposizione al sole.

Quando il problema è grave

Nei casi più pronunciati di fotoinvecchiamento possono essere indicati trattamenti medici come peeling, anche non troppo aggressivi, che aiutano a ripristinare la pelle. Spesso l'eccessiva e prolungata esposizione può portare ad una sensazione di prurito-secchezza anche molto fastidiosa. Occorre allora modificare la propria routine cosmetica per alleviare questi sintomi cominciando dalla detersione che deve essere ancora più accurata del solito.

Lavare il viso esclusivamente con oli senza tensioattivi (le sostanze che creano schiuma) in modo che la pelle diventi morbida e deterge re scrupolosamente con un pannetto in tessuto microfibra in grado di rimuovere efficacemente e delicatamente impurità, sporco, eccesso di sebo, make-up, pulendo i pori in profondità ed eliminando le cellule morte dallo strato superficiale dell'epidermide. Questo tessuto infatti, trattiene nelle sue speciali fibre tutto ciò che ha asportato dalla cute, rilasciandolo solo al momento del risciacquo.

Evitare saponi e prodotti schiumogeni che delipidificano la pelle preferendo fra gli oli quelli ecocompatibili cioè senza polietilenglicoli o siliconi, petrolati e paraffina.

Inondare letteralmente il viso di crema idratante facendo attenzione, ancora una volta, a non usare un prodotto con siliconi che donano un'ingannevole sensazione di morbidezza, ma ostacolano l'idratazione della pelle in profondità. Quali nutraceutici vengono in aiuto in questa situazione? Sicuramente i Pufa, acidi grassi polinsaturi, ma soprattutto olio di ribes e olio di borragine che abbassano lo stato di infiamma- zione e la reattività della pelle.

Le macchie

Cosa fare se l'eredità della vacanza sono le spiacevoli macchie scure sul volto?
Se sono identificabili come melasma cioè macchie a colata su fronte, guance e labbro superiore ci dobbiamo aspettare un arduo percorso per la loro eliminazione. Questo genere di pigmentazione è per lo più dovuta a movimenti ormonali legati a condizioni fisiologiche particolari (gravidanza, menopausa) o a situazioni dove lo stress eccessivo può scatenare alterazione dei normali ritmi ormonali che innescano la formazione delle macchie. Il melanocita, cioè la cellula deputata alla sintesi di melanina e quindi dell'abbronzatura, “impazzisce” e inizia a produrre pigmento in queste sedi. La formazione delle macchie, per quanto innescata da motivi interni, è amplificata dalla luce e non solo dall'esposizione al sole, ma anche e soprattutto dai raggi UVA che sono presenti tutto l'anno, penetrano attraverso le nuvole e il vetro dell'automobile. Da essi raramente ci proteggiamo se non con una scrupolosa attenzione all'uso del 
cosmetico appropriato. I raggi UVA sono quindi lo stimolo primario alla formazione delle macchie laddove non sussistano situazioni patologiche di infiammazione o l'uso di alcuni farmaci fotosensibilizzanti.

La cautela in questo caso è fondamentale e il processo di cura deve avvenire gradatamen- te evitando di infiammare ulteriormente la pelle perché se momentaneamente può essere osservato un miglioramento delle macchie la situazione in seguito può addirittura peggiorare. Le sostanze indicate per schiarire e migliorare l'iperpigmentazione se sono usate in modo non calibrato finiscono per infiammare ulteriormente e alla prima riesposizione ai raggi luce la macchia ricompare. Personalmente prediligo emulsioni preparate in laboratorio galenico a base di idrossichinone a concentrazioni crescenti (N.B. l'idrossichinone non è ammesso nei prodotti cosmetici, ma solo nelle preparazioni magistrali). Anche acido azelaico e azelaicina risultano utili in questa situazione.

Attenzione all'uso di alfaidrossiacidi, lipoidrossiacidi e acido salicilico: bisogna sapere che se si usano queste sostanze si espone il viso ad una maggiore azione dei raggi luce perciò il viso va protetto maggiormente e quotidianamente anche in città con l'uso di “urban” solari, cioè cosmetici con elevata concentrazione di filtri solari antiUVA, i principali nemici perché silen- ziosamente presenti. Suggerisco di proseguire con i nutraceutici antiossidanti soprattutto a base di Polypodium leucotomos per le sue capacità di aumentare lo scudo della pelle contro i radicali liberi e di ridurre il danno indot- to dai raggi ultravioletti. 


I galenici magistrali

Sono preparazioni estemporanee che possono essere preparate dal farmacista in farmacia, solo dietro presentazione di ricette personalizzate redatte dal medico. Il farmacista è responsabile della corretta preparazione.

I galenici officinali

Sono quei medicinali allestibili dal farmacista in farmacia (nel rispetto delle NBP) come multipli da detenere in attesa della vendita o anche come preparazione singola se specificatamente richiesta. 

Federica Oreglia 

TROPPO SPORT FA MALE?

Troppo sport fa male?

L’esercizio fisico è la prima cura a patologie tipiche della sedentarietà. 

Ma se si eccede nella pratica sportiva a cosa si può andar incontro?

Troppo sport fa male? Partiamo da una provocazione dal momento che la malattia numero 1 da sconfiggere oggi e' la sedentarietà􏰀􏰁􏰂􏰃􏰄􏰅, che in un recente studio  􏰆􏰆􏰇􏰈􏰇􏰅􏰂􏰆􏰆􏰉􏰅􏰊􏰅􏰋􏰌􏰅􏰀􏰇􏰍􏰇􏰃􏰎􏰌􏰈􏰉􏰇􏰎􏰏􏰐􏰅􏰁􏰑􏰇􏰅􏰉􏰃􏰅􏰒􏰃 dell’OMS compare al quarto posto nella lista delle principali cause di decesso, preceduta solo da ipertensione, fumo ed eccesso di glucosio nel sangue. 􏰓 􏰔 􏰇 􏰀 􏰇 􏰈 􏰁 􏰉 􏰕 􏰉 􏰂 􏰅 􏰄􏰅 􏰀 􏰉 􏰁 􏰂 􏰅 􏰇 􏰅 􏰋 􏰔 􏰌 􏰎 􏰎 􏰉 􏰖 􏰉 􏰎 􏰏 􏰅 􏰀 􏰗 􏰂 􏰈 L'esercizio fisico e l'attivita' sportiva sono associati a 􏰅 un minor rischio di incorrere in patologie cardiovascolari, ipertensione, obesità e diabete. 

Nello specifico l'attività fisica abbassa la pressione sanguigna, i trigliceridi, il colesterolo LDL e incrementa il colesterolo HDL (quello “buono”) da cui consegue un abbassamento del rischio di sviluppare queste malattie. L’attività sportiva coinvolge apparati fondamentali come quello cardiovascolare ma anche organi come fegato e pancreas e tutto ciò si 􏰈􏰉􏰙􏰅riflette sulla biosintesi e il metabolismo lipidico. Da ricerche scientifiche recenti emerge che l'attivita' sportiva incrementa la tendenza infiammatoria e consuma alcuni acidi grassi polinsaturi ad attivita' antinfiammatoria e protettiva per il sistema nervoso e cardiovascolare. 􏰉􏰂􏰀􏰉􏰃􏰎􏰇􏰀􏰉􏰅􏰇􏰅􏰉􏰋􏰅􏰛􏰇􏰎􏰌􏰚􏰂􏰋􏰉􏰀􏰛􏰂􏰅􏰋􏰉􏰗􏰉􏰍􏰉􏰁􏰂􏰜􏰅􏰝􏰌􏰅Dall’altra parte provoca un incremento dello stress ossidativo e consuma le difese antiossidanti, aumentando di conseguenza, il livello dei radicali liberi nei tessuti. 􏰈􏰉􏰁􏰇􏰈􏰁􏰑􏰇􏰅 􏰀􏰁􏰉􏰇􏰃􏰎􏰉􏰄􏰅 􏰁􏰑􏰇􏰅 􏰈􏰇􏰁􏰇􏰃􏰎􏰉􏰅 􏰇􏰛􏰇􏰈􏰆􏰇􏰅 􏰁􏰑􏰇􏰅 􏰋􏰔􏰌􏰎􏰎􏰉􏰖􏰉􏰎􏰏􏰅 􏰀􏰗􏰂􏰈􏰎􏰉􏰖􏰌􏰅 􏰉􏰃􏰁􏰈􏰇􏰛􏰇􏰃􏰎􏰌􏰅 􏰋􏰌􏰅 􏰎


 

􏰞􏰂Come proteggersi, dunque, da questi "effetti collaterali” dell’attività sportiva? E'necessario prima di tutto dedicare più attenzione all’alimentazione che spesso, proprio negli sportivi, è disordinata e casuale come se, grazie al loro fabbisogno calorico abbondante rispetto agli individui sedentari possano godere di una sorta di “licenza” a mangiare tutto quello che vogliono. Tuttavia, le condizioni individuali 􏰖􏰌􏰈􏰉􏰌􏰃􏰂􏰅􏰁􏰂􏰃􏰅􏰉􏰋􏰅􏰎􏰇􏰛􏰗􏰂􏰐􏰅􏰋􏰔􏰇􏰎􏰏􏰅􏰇􏰅􏰋􏰂􏰅􏰀􏰎􏰌􏰎􏰂􏰅􏰄􏰅 􏰀􏰉􏰁􏰂􏰐􏰅􏰗􏰇􏰈􏰎􏰌􏰃􏰎􏰂􏰅 è facile scivolare verso uno squilibrio.

La supplementazione di integratori, in questo caso, dovrebbe essere suggerita con attenzione secondo un concetto di reale necessità valutato singolarmente e personalizzato perchè ciascun individuo può depauperarsi di alcuni componenti.

Allo stato attuale quello che può guidare il medico o il farmacista esperto in nutrizione è la risposta dell’analisi di lipidomica della membrana cellulare che permette di conoscere le reali necessità del soggetto così da mirare esattamente ai suoi bisogni.

L’analisi viene condotta sulla membrana del globulo rosso che è in connessione con lo stato di altre membrane e con il metabolismo lipidi- co dell’individuo, a sua volta in collegamento con familiarità, stato di salute, alimentazione e condizione generale metabolica. Il risultato consente di evidenziare precocemente carenze sulle quali intervenire in modo mirato per recuperare lo stato ottimale, di verificare l'effetto dello stress da radicali liberi, evitando di prescrivere sostanze antiossidanti in eccesso, associare un'alimentazione idonea che contenga il cocktail giusto di nutrienti per sostenere e migliorare la performance fisica. 􏰅􏰍􏰉􏰅􏰖􏰇􏰈􏰉􏰄􏰅 􏰁􏰌􏰈􏰇􏰅􏰋􏰔􏰇􏰡􏰅 􏰇􏰎􏰎􏰂􏰅􏰍􏰇􏰋􏰋􏰂􏰅􏰀􏰎􏰈􏰇􏰀􏰀􏰅􏰍􏰌􏰅􏰈􏰌􏰍􏰉􏰁􏰌􏰋Inoltre, l'analisi  consente di rilevare carenze di Omega 3 e squilibrio nel rapporto fra gli Omega 3 “buoni” e gli Omega 􏰦􏰅􏰁􏰑􏰇􏰅􏰗􏰈􏰇􏰍􏰉􏰀􏰗􏰂􏰃􏰆􏰂􏰃􏰂􏰅􏰌􏰍􏰅􏰒􏰃􏰅􏰟􏰒􏰌􏰍􏰈􏰂􏰅􏰉􏰃􏰄􏰅 􏰌􏰛􏰛􏰌􏰎􏰂􏰈􏰉􏰂6 che predispongono ad un quadro infiammatorio.

Nel mondo dello sport gli acidi grassi della serie omega 3 sono essenziali per la salute in toto dell’atleta. La maggior parte degli effetti di questi lipidi sono􏰜􏰅􏰓􏰌􏰅􏰛􏰌􏰆􏰆􏰉􏰂􏰈􏰅􏰗􏰌􏰈􏰎􏰇􏰅􏰍􏰇􏰆􏰋􏰉􏰅􏰇􏰡􏰅 􏰇􏰎􏰎􏰉􏰅􏰍􏰉􏰅􏰟􏰒􏰇􏰀􏰎􏰉􏰅􏰋􏰉􏰗􏰉􏰍􏰉􏰅􏰀􏰂􏰃􏰂􏰅 opposti a quelli determinati dal processo di invecchiamento naturale. In particolare gli Omega 3 aumentano l’ossidazione degli acidi grassi per la produzione di energia, aumentano le difese dell’organismo contro i radicali liberi, aumentano la sensibilità all’insulina e prevengono il diabete, aumentano il trasporto di ossigeno al muscolo cardiaco, in modo che il cuore non debba essere sottoposto ad uno sforzo eccessivo per ottenere l’ossigeno di cui ha bisogno per lavorare. L’attività sportiva consuma gli acidi grassi polinsaturi 􏰌􏰍􏰅􏰌􏰎􏰎􏰉􏰖􏰉􏰎􏰏􏰅􏰌􏰃􏰎􏰉􏰉􏰃􏰄􏰅 􏰌􏰛􏰛􏰌􏰎􏰂􏰈􏰉􏰌􏰅􏰇􏰅􏰗􏰈􏰂􏰎􏰇􏰎􏰎􏰉􏰖􏰌􏰅􏰗􏰇􏰈􏰅􏰎􏰒􏰎􏰎ad attività antinfiammatoria e protettiva per tutti i tessuti incrementando la tendenza infiammatoria, il cui quadro porta a stress, infiammazioni, problemi articolari, difficoltà di recupero post allenamento. 􏰌􏰋􏰋􏰇􏰃􏰌􏰛􏰇Anche l’incremento della fatica nell’allenamento e la riduzione dell’ossigenazione possono dipendere

 􏰎 􏰇 􏰀 􏰀 􏰒 􏰎 􏰉 􏰅 􏰉 􏰃 􏰁 􏰈 􏰇 􏰛 􏰇 􏰃 􏰎 􏰌 􏰃 􏰍 􏰂 􏰅 􏰋 􏰌 􏰅 􏰎 􏰇 􏰃 􏰍 􏰇 􏰃 􏰕 􏰌 􏰅 􏰉 􏰃 􏰄􏰅 􏰌 􏰛 􏰛 􏰌 􏰎 􏰂 􏰈 􏰉 􏰌 􏰐 􏰅 􏰉􏰋􏰅􏰁􏰒􏰉􏰅􏰟􏰒􏰌􏰍􏰈􏰂􏰅􏰗􏰂􏰈􏰎􏰌􏰅􏰌􏰅􏰀􏰎􏰈􏰇􏰀􏰀􏰐􏰅􏰉􏰃􏰄􏰅 􏰌􏰛􏰛􏰌􏰕􏰉􏰂􏰃􏰉􏰐􏰅􏰗􏰈􏰂􏰚􏰋􏰇􏰛􏰉􏰅 􏰌􏰈􏰎􏰉􏰁􏰂􏰋􏰌􏰈􏰉􏰐􏰅 􏰍􏰉􏰧􏰅 􏰅 􏰁􏰂􏰋􏰎􏰏􏰅 􏰍􏰉􏰅 􏰈􏰇􏰁􏰒􏰗􏰇􏰈􏰂􏰅 􏰗􏰂􏰀􏰎􏰅 

􏰍􏰌􏰋􏰋􏰌􏰅􏰙􏰅 􏰒􏰉􏰍􏰉􏰎􏰏􏰅􏰇􏰅􏰍􏰌􏰋􏰋􏰌􏰅􏰗􏰇􏰈􏰛􏰇􏰌􏰚􏰉􏰋􏰉􏰎􏰏􏰅􏰍􏰉􏰅􏰛􏰇􏰛􏰚

Dott. ssa Federica Oreglia

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