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The BlogEngine.NET team

CAPELLI DA FAVOLA

Parte tutto dal DNA, ma ci si mettono anche stress, cattiva alimentazione e deficit proteici. La bellezza della chioma parte dalla consapevolezza di come è strutturato il capello. E’ possibile mantenere morbidezza e lucentezza infantili?
Cosa fare per migliorare i capelli o correre ai ripari quando si notano anomalie. Attenzione anche ai prodotti per il lavaggio e all’asciugatura. 


I capelli sono peli comuni completamente sviluppati e rappresentano l'espressione di una complessa struttura che prende il nome di follicolo pilo-sebaceo. La loro grossezza, forma, colore e lun-ghezza variano nelle razze umane.

Il colore è definito dalla predominanza di un mine- rale; così i capelli neri hanno predominanza di magnesio, i castani di piombo, i rossi di ferro.
La cheratina. Oltre ai minerali altre importanti sostanze costituiscono il capello; la più importante è la cheratina, una sostanza proteica diffusa nei peli, unghie e simili, composta da aminoacidi (acido glutammico, arginina, cisteina, cistina, serina, leucina e isoleucina, glicina, treonina, valina). La cheratinizzazione è regolata da ormoni, fattori genetici e vitamine. Altre sostanze presenti sono acqua, grassi, e melanine. I melanociti, utilizzando la tirosina (che è un aminoacido, cioè un costituente delle proteine) come precursore, sintetizzano due principali tipi di melanina: l'eumelanina, scura e presente nei capelli neri e la feomelanina, più chiara e presente nei capelli dorati, biondi o rossi.

Il cuoio capelluto contiene un numero di follicoli che varia con l'eta' fino a dimezzarsi dopo i 60 anni. Di conseguenza anche il numero di capelli diminuisce moltissimo. Il tasso di crescita normale varia da 0,30 a 0,35 millimetri al giorno. Nel follicolo si alternano cicli di crescita e cicli di riposo. Vediamo come si alternano (vedi tabella ciclo di crescita).

Ricambio a mosaico. Nell'essere umano, a differenza di molti mammiferi, il ricambio dei capelli avviene ”a mosaico”, cioè ogni follicolo produce il suo capello indipendentemente da quelli vicini; in questo modo non si alternano, come invece avviene per molti animali, periodi in cui si hanno i capelli a perio- di in cui questi non ci sono (muta). Una ”accelerazione” del ricambio è tuttavia presente nella maggioranza degli individui in primavera e autunno (effluvium stagionale fisiologico).

Quali fenomeni si mettono in moto nell'organismo quando si cominciano a perdere i capelli?

A parte alcune concause quali stress e cattiva alimentazione, la causa princi- pale della calvizie è da ricercare nel nostro DNA, nella nostra mappa genetica; ecco perché qualcuno è maggiormente predisposto.

La forma di calvizie più diffusa nell'uomo è la calvizie androgenetica.
Puo' iniziare intorno ai 18 anni con una massiccia caduta di capelli che ad ogni ciclo vengono sosti- tuiti da capelli sempre più sottili e meno colorati, dovuti all'atrofizzazione del follicolo che pian pia- no non riesce più ad esprimere un capello sano e robusto come all'inizio. 
In questi soggetti determinate aree dello scalpo (sono sempre escluse le aree temporo-occipitali) possiedono follicoli ''sensibili'' agli ormoni maschili (androgeni). 

La ricrescita parziale o totale di un capello può avvenire solo se il follicolo non è completamente atrofizzato e quindi incapace di '”esprimere” un capello; solitamente però un follicolo è completa- mente morto solo dopo molti anni che si è comin- ciata a manifestare la calvizie.

Si può fare qualcosa?

Sotto l'azione di un trattamento farmacologico appropriato è possibile arrestare e invertire il pro- cesso di miniaturizzazione e ricondurre il follicolo pilifero a produrre ad ogni ciclo un capello un po’ più  robusto fino ad un capello terminale. Certo, prima si interviene sul processo di miniaturizzazione del follicolo, maggiori saranno le possibilità di successo della terapia.

Come stabilire se un follicolo non è completamente atrofizzato?
Un follicolo non è completamente atrofizzato fin- tanto che continua ad esprimere un capello, sia esso sano (capello terminale) o quasi completamente invisibile. Guardando con attenzione una persona quasi completamente calva, infatti, sarà possibile notare comunque alcuni piccolissimi capelli (vellus), che, malgrado non diano alcun contributo estetico, sono però la prova che l'attività di quei follicoli non è cessata.

Anche la dieta e' responsabile dello stato di salute del capello. Una dieta inappropriata e stati carenziali, specie qualitativi, possono provocare un effluvio e contribuire ad aggravare un defluvio già in atto, talvolta in modo irreparabile.

Esiste un rapporto diretto fra stato nutrizionale e sin- tesi delle cheratine dure dei peli e delle unghie. Diete troppo rigide e mal equilibrate hanno contribuito all'aumento delle alopecie e delle ipotrichie riscontrato negli ultimi anni, specie nelle donne (Rook).

Nel caso di una dieta carente di proteine il diametro del bulbo dei capelli si riduce notevolmente dopo soli 11 giorni con marcata riduzione del pigmento melanico gia' verso il 14° giorno.

Un semplice esame microscopico dei capelli (strappati e/o caduti) potrà evidenziare un ridotto diametro dei fusti e bulbi piccoli e “strozzati”.
I nutrizionisti calcolano che il fabbisogno proteico di un uomo adulto sia di 0,75 g di proteine per Kg di peso corporeo al giorno. Questo dato, a mio avviso, pecca per difetto e può essere sicuramente considerato minimale e non ottimale. Tenendo poi conto che almeno due terzi delle proteine introdotte con gli alimenti sono, comunemente, di origine vegetale, e hanno quindi un valore biologico inferiore a quelle di origine animale perché prive degli aminoacidi cosiddetti essenziali (aminoacidi cioè che l'organismo non è in grado di sintetizzare ma deve assumere preformati), si può tranquillamente fissare il fabbisogno proteico per l'uomo comune ad almeno 1 grammo al giorno per Kg di peso corporeo.

Un giovane poi necessita certamente di quantità ancora maggiori e inversamente proporzionali alla sua età e per dimostrarlo basti pensare a quanto è aumentata la statura media di ogni popolazione (dall'Italia al Giappone) quando la dieta si è arricchita in proteine. In alcune situazioni come gravidanza, malattie febbrili o elevata attività fisica il fabbisogno proteico aumenta ulteriormente (per la necessità di riparare i microscopici ma continui danni muscolari) fino a 1,5-2 g per kg di peso al giorno. E' quindi più facile di quanto comunemente si creda incorrere in modesti deficit proteici anche nella vita comune di una società evoluta. Questi modesti deficit proteici disturberanno ben poco lo stato globale di salute ma potranno sicuramente essere causa di un 'inspiegabile' effluvio, aggravare un defluvio in atto e ridurre la velocità di crescita dei capelli e delle unghie. al punto di vista pratico è importante chiedere al paziente che presenta caduta di capelli, se ha seguito diete particolari, se soffre di disturbi intesti- nali che possano condizionare un malassorbimento, se fa uso di lassativi, se usa farmaci diretti ad inibire l'assorbimento di sostanze alimentari, se ha avuto una perdita di peso nell'ultimo anno o negli ultimi mesi.

PROTEINE BENEFICHE

Alcune proteine risultano particolarmente impor- tanti per una crescita sana del capello.
Fra i vari aminoacidi alcuni appaiono essere deter- minanti per la formazione delle cheratine dure dei peli e delle unghie: la cistina, la metionina, l'istidina, la glicina, la fenilalanina, la tirosina e gli altri aminoacidi della gelatina di collagene.

Sotto consiglio del medico o del farmacista si possono rapidamente correggere eventuali carenze e riportare i capelli ad uno stato di salute ottimale.

L'esame del capello alla microcamera e' un servizio che si puo' chiedere in farmacia.
Risulta appropriata anche l'integrazione di antiossidanti contro l'insulto dei radicali liberi che procurano un vero e proprio danno al bulbo fino a determinare la caduta dei capelli e l'ossidazione delle proteine della fibra capillare. I capelli diventano bianchi quando i follicoli smettono di produrre la 
melanina, lo stesso pigmento scuro che ci fa abbronzare. Le cause non sono ancora del tutto certe ma l'imputato numero uno sembrano essere i radicali liberi. Anche l'igiene e la cura quotidiana sono importanti nel preservare i capelli da un rapido indebolimento.

LAVAGGIO E ASCIUGATURA

A proposito della pettinatura, gli chignon troppo stretti e le 'code di cavallo' sono fattori di alopecia traumatica dovuta a rottura dei fusti dei capelli. L'asciugatura con spazzola e phon, e le permanenti rischiano di alterare la struttura dei capelli, di spezzarli o di strapparli.

Il fatto di tagliare o meno i capelli non ha mai modificato la loro crescita.
La spazzolatura deve essere fat- ta solo con spazzole dalle setole morbide i pettini devono avere denti arrotondati senza residui taglienti.

E' importante usare uno shampoo di buona qualità le cui basi lavanti non siano aggressive. Non si lavano i capelli con 'una cosa qualsiasi' o con detergenti aggressivi senza subirne le conseguenze: la cuticola del fusto pilare (molto fragile) diventa a scaglie, si 'abrade', i capelli, rugosi, diventano mal pettinabili, si spezzano o si sgretolano alle estremita' (tricoptilosi distale cioè doppie punte), il cuoio capelluto diventa arrossato e pruriginoso. Oggi è dimostrato che la fre- quenza dello shampoo non influenza affatto la produzione di sebo, quindi è ragionevole consigliare almeno un lavaggio alla settimana per i capelli secchi o normali, due o tre lavaggi settimanali per i capelli grassi a condizione di usare basi lavanti molto dolci. Una cattiva igiene del cuoio capelluto, che comporti la presenza e la persistenza di “tappi dell'ostio'” facilmente riconoscibili all'esame della microcamera ,rende difficoltosa la penetrazione di qua- lunque principio, quindi una corretto modo di lavarsi è l'alleato indispensabile di qualunque cura dermatologica che debba interessare il follicolo. L'effetto “lavante” non è assolutamente proporzionale alla quantità di schiuma prodotta, pur così apprezzata dall'utente.

A proposito del cuoio capelluto con forfora, gli shampoo anti forfora sono il primo rimedio. Possono bastare in quanto contengono agenti realmente efficaci che sono contemporaneamente antimicotici, antibatterici e rallentano la formazione delle squame. Talvolta è necessario aggiungere una terapia locale dermatologica complementare. Lo shampoo non deve denaturare la cheratina, non deve irritare gli occhi. Alcuni detergenti non si limitano ad irritare tempora- neamente la congiuntiva (tensioattivi cationici) ma possono provocare una cheratite duratura. Un'eccessiva detersione può provocare disidratazione, prurito ed eritema dopo lo shampoo. E' stata accusata di provocare seborrea reattiva e di favorire l'evoluzione di un'alopecia androgenica. Tutti gli additivi, i conservan- ti, i coloranti e i profumi devono essere accuratamente testati per verificare che non inducano alcuna dermatite allergica da contatto, fotosensibilizzazione o pigmentazione della linea di attaccatura del cuoio capelluto. Appare evidente come anche la scelta di un prodotto considerato "semplice" come lo shampoo necessita di un consiglio qualificato ed esperto che si può con sicurezza cercare in farmacia.

 


IL CICLO DI CRESCITA

1) di crescita o ànagen - Il periodo dura in media 2 - 4 anni nell'uomo e 3-7 anni nella donna. Dato che il capello si allunga in media circa 1 cm al mese ma può, nella donna, arrivare a 1,5, si comprende come le lunghezze massime raggiungibili nei capelli possano essere assai differenti nei due sessi. Questo capello, ben ancorato con le sue guaine, può essere asportato solo esercitando una forte trazione ed il trauma sarà accompagnato da dolore.

2) di progressivo arresto delle varie funzioni vitali, catagen - Inizia con l'arrestarsi dell'attività mitotica delle cella matrice e dell'attività metabolica dei melanociti e termina con l'inizio di un nuovo anagen.

3) di riposo funzionale o tèlogen - E' il periodo terminale durante il quale il capello si trova ancora nel follicolo pilifero ma le attività vitali sono completamente cessate. Questo capello ''morto'' prima di cadere rimane ancora sul cuoio capelluto per un pò di tempo. I capelli in telogen vengono via (senza dolore!) se si esercita una trazione anche modesta. Il bulbo, ormai atrofico, cheratinizzato, di aspetto translucido, si presenta come una capocchia di spillo alla base del capello facendo preoccupare spesso il paziente che crede, a torto, di aver perduto la parte vivente del capello, cioè quella germinativa, che in realtà è rimasta alloggiata in profondità nel cuoio capelluto pronta, se tutto procede regolarmente, a dare il via ad un nuovo anagen ed ad un nuovo ciclo