TROPPO SPORT FA MALE?

Troppo sport fa male?

L’esercizio fisico è la prima cura a patologie tipiche della sedentarietà. 

Ma se si eccede nella pratica sportiva a cosa si può andar incontro?

Troppo sport fa male? Partiamo da una provocazione dal momento che la malattia numero 1 da sconfiggere oggi e' la sedentarietà􏰀􏰁􏰂􏰃􏰄􏰅, che in un recente studio  􏰆􏰆􏰇􏰈􏰇􏰅􏰂􏰆􏰆􏰉􏰅􏰊􏰅􏰋􏰌􏰅􏰀􏰇􏰍􏰇􏰃􏰎􏰌􏰈􏰉􏰇􏰎􏰏􏰐􏰅􏰁􏰑􏰇􏰅􏰉􏰃􏰅􏰒􏰃 dell’OMS compare al quarto posto nella lista delle principali cause di decesso, preceduta solo da ipertensione, fumo ed eccesso di glucosio nel sangue. 􏰓 􏰔 􏰇 􏰀 􏰇 􏰈 􏰁 􏰉 􏰕 􏰉 􏰂 􏰅 􏰄􏰅 􏰀 􏰉 􏰁 􏰂 􏰅 􏰇 􏰅 􏰋 􏰔 􏰌 􏰎 􏰎 􏰉 􏰖 􏰉 􏰎 􏰏 􏰅 􏰀 􏰗 􏰂 􏰈 L'esercizio fisico e l'attivita' sportiva sono associati a 􏰅 un minor rischio di incorrere in patologie cardiovascolari, ipertensione, obesità e diabete. 

Nello specifico l'attività fisica abbassa la pressione sanguigna, i trigliceridi, il colesterolo LDL e incrementa il colesterolo HDL (quello “buono”) da cui consegue un abbassamento del rischio di sviluppare queste malattie. L’attività sportiva coinvolge apparati fondamentali come quello cardiovascolare ma anche organi come fegato e pancreas e tutto ciò si 􏰈􏰉􏰙􏰅riflette sulla biosintesi e il metabolismo lipidico. Da ricerche scientifiche recenti emerge che l'attivita' sportiva incrementa la tendenza infiammatoria e consuma alcuni acidi grassi polinsaturi ad attivita' antinfiammatoria e protettiva per il sistema nervoso e cardiovascolare. 􏰉􏰂􏰀􏰉􏰃􏰎􏰇􏰀􏰉􏰅􏰇􏰅􏰉􏰋􏰅􏰛􏰇􏰎􏰌􏰚􏰂􏰋􏰉􏰀􏰛􏰂􏰅􏰋􏰉􏰗􏰉􏰍􏰉􏰁􏰂􏰜􏰅􏰝􏰌􏰅Dall’altra parte provoca un incremento dello stress ossidativo e consuma le difese antiossidanti, aumentando di conseguenza, il livello dei radicali liberi nei tessuti. 􏰈􏰉􏰁􏰇􏰈􏰁􏰑􏰇􏰅 􏰀􏰁􏰉􏰇􏰃􏰎􏰉􏰄􏰅 􏰁􏰑􏰇􏰅 􏰈􏰇􏰁􏰇􏰃􏰎􏰉􏰅 􏰇􏰛􏰇􏰈􏰆􏰇􏰅 􏰁􏰑􏰇􏰅 􏰋􏰔􏰌􏰎􏰎􏰉􏰖􏰉􏰎􏰏􏰅 􏰀􏰗􏰂􏰈􏰎􏰉􏰖􏰌􏰅 􏰉􏰃􏰁􏰈􏰇􏰛􏰇􏰃􏰎􏰌􏰅 􏰋􏰌􏰅 􏰎


 

􏰞􏰂Come proteggersi, dunque, da questi "effetti collaterali” dell’attività sportiva? E'necessario prima di tutto dedicare più attenzione all’alimentazione che spesso, proprio negli sportivi, è disordinata e casuale come se, grazie al loro fabbisogno calorico abbondante rispetto agli individui sedentari possano godere di una sorta di “licenza” a mangiare tutto quello che vogliono. Tuttavia, le condizioni individuali 􏰖􏰌􏰈􏰉􏰌􏰃􏰂􏰅􏰁􏰂􏰃􏰅􏰉􏰋􏰅􏰎􏰇􏰛􏰗􏰂􏰐􏰅􏰋􏰔􏰇􏰎􏰏􏰅􏰇􏰅􏰋􏰂􏰅􏰀􏰎􏰌􏰎􏰂􏰅􏰄􏰅 􏰀􏰉􏰁􏰂􏰐􏰅􏰗􏰇􏰈􏰎􏰌􏰃􏰎􏰂􏰅 è facile scivolare verso uno squilibrio.

La supplementazione di integratori, in questo caso, dovrebbe essere suggerita con attenzione secondo un concetto di reale necessità valutato singolarmente e personalizzato perchè ciascun individuo può depauperarsi di alcuni componenti.

Allo stato attuale quello che può guidare il medico o il farmacista esperto in nutrizione è la risposta dell’analisi di lipidomica della membrana cellulare che permette di conoscere le reali necessità del soggetto così da mirare esattamente ai suoi bisogni.

L’analisi viene condotta sulla membrana del globulo rosso che è in connessione con lo stato di altre membrane e con il metabolismo lipidi- co dell’individuo, a sua volta in collegamento con familiarità, stato di salute, alimentazione e condizione generale metabolica. Il risultato consente di evidenziare precocemente carenze sulle quali intervenire in modo mirato per recuperare lo stato ottimale, di verificare l'effetto dello stress da radicali liberi, evitando di prescrivere sostanze antiossidanti in eccesso, associare un'alimentazione idonea che contenga il cocktail giusto di nutrienti per sostenere e migliorare la performance fisica. 􏰅􏰍􏰉􏰅􏰖􏰇􏰈􏰉􏰄􏰅 􏰁􏰌􏰈􏰇􏰅􏰋􏰔􏰇􏰡􏰅 􏰇􏰎􏰎􏰂􏰅􏰍􏰇􏰋􏰋􏰂􏰅􏰀􏰎􏰈􏰇􏰀􏰀􏰅􏰍􏰌􏰅􏰈􏰌􏰍􏰉􏰁􏰌􏰋Inoltre, l'analisi  consente di rilevare carenze di Omega 3 e squilibrio nel rapporto fra gli Omega 3 “buoni” e gli Omega 􏰦􏰅􏰁􏰑􏰇􏰅􏰗􏰈􏰇􏰍􏰉􏰀􏰗􏰂􏰃􏰆􏰂􏰃􏰂􏰅􏰌􏰍􏰅􏰒􏰃􏰅􏰟􏰒􏰌􏰍􏰈􏰂􏰅􏰉􏰃􏰄􏰅 􏰌􏰛􏰛􏰌􏰎􏰂􏰈􏰉􏰂6 che predispongono ad un quadro infiammatorio.

Nel mondo dello sport gli acidi grassi della serie omega 3 sono essenziali per la salute in toto dell’atleta. La maggior parte degli effetti di questi lipidi sono􏰜􏰅􏰓􏰌􏰅􏰛􏰌􏰆􏰆􏰉􏰂􏰈􏰅􏰗􏰌􏰈􏰎􏰇􏰅􏰍􏰇􏰆􏰋􏰉􏰅􏰇􏰡􏰅 􏰇􏰎􏰎􏰉􏰅􏰍􏰉􏰅􏰟􏰒􏰇􏰀􏰎􏰉􏰅􏰋􏰉􏰗􏰉􏰍􏰉􏰅􏰀􏰂􏰃􏰂􏰅 opposti a quelli determinati dal processo di invecchiamento naturale. In particolare gli Omega 3 aumentano l’ossidazione degli acidi grassi per la produzione di energia, aumentano le difese dell’organismo contro i radicali liberi, aumentano la sensibilità all’insulina e prevengono il diabete, aumentano il trasporto di ossigeno al muscolo cardiaco, in modo che il cuore non debba essere sottoposto ad uno sforzo eccessivo per ottenere l’ossigeno di cui ha bisogno per lavorare. L’attività sportiva consuma gli acidi grassi polinsaturi 􏰌􏰍􏰅􏰌􏰎􏰎􏰉􏰖􏰉􏰎􏰏􏰅􏰌􏰃􏰎􏰉􏰉􏰃􏰄􏰅 􏰌􏰛􏰛􏰌􏰎􏰂􏰈􏰉􏰌􏰅􏰇􏰅􏰗􏰈􏰂􏰎􏰇􏰎􏰎􏰉􏰖􏰌􏰅􏰗􏰇􏰈􏰅􏰎􏰒􏰎􏰎ad attività antinfiammatoria e protettiva per tutti i tessuti incrementando la tendenza infiammatoria, il cui quadro porta a stress, infiammazioni, problemi articolari, difficoltà di recupero post allenamento. 􏰌􏰋􏰋􏰇􏰃􏰌􏰛􏰇Anche l’incremento della fatica nell’allenamento e la riduzione dell’ossigenazione possono dipendere

 􏰎 􏰇 􏰀 􏰀 􏰒 􏰎 􏰉 􏰅 􏰉 􏰃 􏰁 􏰈 􏰇 􏰛 􏰇 􏰃 􏰎 􏰌 􏰃 􏰍 􏰂 􏰅 􏰋 􏰌 􏰅 􏰎 􏰇 􏰃 􏰍 􏰇 􏰃 􏰕 􏰌 􏰅 􏰉 􏰃 􏰄􏰅 􏰌 􏰛 􏰛 􏰌 􏰎 􏰂 􏰈 􏰉 􏰌 􏰐 􏰅 􏰉􏰋􏰅􏰁􏰒􏰉􏰅􏰟􏰒􏰌􏰍􏰈􏰂􏰅􏰗􏰂􏰈􏰎􏰌􏰅􏰌􏰅􏰀􏰎􏰈􏰇􏰀􏰀􏰐􏰅􏰉􏰃􏰄􏰅 􏰌􏰛􏰛􏰌􏰕􏰉􏰂􏰃􏰉􏰐􏰅􏰗􏰈􏰂􏰚􏰋􏰇􏰛􏰉􏰅 􏰌􏰈􏰎􏰉􏰁􏰂􏰋􏰌􏰈􏰉􏰐􏰅 􏰍􏰉􏰧􏰅 􏰅 􏰁􏰂􏰋􏰎􏰏􏰅 􏰍􏰉􏰅 􏰈􏰇􏰁􏰒􏰗􏰇􏰈􏰂􏰅 􏰗􏰂􏰀􏰎􏰅 

􏰍􏰌􏰋􏰋􏰌􏰅􏰙􏰅 􏰒􏰉􏰍􏰉􏰎􏰏􏰅􏰇􏰅􏰍􏰌􏰋􏰋􏰌􏰅􏰗􏰇􏰈􏰛􏰇􏰌􏰚􏰉􏰋􏰉􏰎􏰏􏰅􏰍􏰉􏰅􏰛􏰇􏰛􏰚

Dott. ssa Federica Oreglia

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